Cosa significa essere finanziariamente indipendenti

Essere finanziariamente indipendenti è un obiettivo comune a molte persone.

Tuttavia ognuno di noi ambisce ad un proprio stile di vita e l’indipendenza finanziaria potrebbe avere diverse sfaccettature a seconda dei propri traguardi.

Oggi sono felicissima di ospitare nel mio blog il fondatore di saltomentale.it, un ingegnere padre di famiglia, che in questo articolo approfondirà il concetto di indipendenza finanziaria declinato alla sua situazione.

Una prova schiacciante del fatto che l’indipendenza è il valore più importante nella vita, qualunque sia la tua condizione attuale.

Lascio la parola al mio ospite:

Cosa significa essere finanziariamente indipendenti

L’indipendenza finanziaria può significare qualcosa di diverso per ognuno di noi e non riguarda solo la ricchezza ma soprattutto la nostra mentalità e l’essere robusti verso i casi della vita. 

Vorrei condividere con voi cosa significa per me, un ingegnere e futuro padre di famiglia che oggi lavora in proprio. Spoiler: non significa diventare ricco, né procurarmi la casa dei sogni né guidare un suv gigante. Cominciamo dalle basi.

Definizione

Per me, indipendenza finanziaria significa non essere ricattabile coi soldi, da nessuno. Il prerequisito perché ciò avvenga è che i miei cari ed io possiamo soddisfare i nostri reali bisogni senza troppo affanno. 

Essere finanziariamente indipendenti significa anche non dovere soldi a nessuno, o quantomeno non avere debiti tossici; significa riuscire ad arrivare a fine mese con un buon margine di sicurezza; significa che se mi si rompe la macchina non vado in panico e sono in grado di trovare soluzioni adeguate in breve tempo. 

Tutto ciò sembra banale ma non lo è affatto e per dimostrarlo ecco qualche esempio di chi non è finanziariamente indipendente:

  • Il ragazzo di 30 anni che vive coi genitori, i quali si aspettano che lasci il nido e non lesinano i giudizi negativi, ma che non ha fonti di reddito sufficienti per cavarsela da solo;
  • La madre single che deve accettare un lavoro che detesta per sfamare il figlio;
  • L’industriale col complesso di Napoleone che crede di dimostrare il suo valore tramite il fatturato della sua azienda;
  • Chiunque creda che un qualsiasi oggetto che non possiede possa dargli la felicità.

Pochi sono finanziariamente indipendenti poiché il nostro intero sistema economico e sociale si basa sul consumo, sui bisogni indotti, insaziabili e sempre più grandi e costosi. Capire questo ciclo e conoscere i fenomeni psicologici che ci tengono in catene, quali l’effetto Diderot e l’adattamento edonistico, sono elementi imprescindibili per raggiungere l’indipendenza finanziaria.

Ho raccolto numerosi consigli in una guida per migliorare la propria indipendenza finanziaria, evidenziando le azioni più urgenti a seconda della situazione di partenza. È un progetto aperto e collaborativo, se avete consigli o domande, scrivete un commento!

un gradino alla volta

Un gradino alla volta, così si arriva in cima.

Lavoro

Come avete intuito, il lavoro ha un ruolo chiave per l’indipendenza finanziaria. Ad esso dedichiamo gran parte della nostra vita e spesso è uno strumento di repressione, controllo ed insoddisfazione. Non dovrebbe essere così per nessuno ed una adeguata azione politica potrebbe cambiare le cose, come sappiamo ormai dalla fine degli anni ’50; tuttavia poco o nulla è stato fatto ed il lavoro, specie quello dipendente, è rimasto una esperienza in genere negativa.

Chi è finanziariamente indipendente non è costretto a fare un lavoro che non lo gratifica. Non significa vivere di rendita e non lavorare affatto, anche se si può smettere di lavorare prima della pensione ed annoiarsi come gli anziani che guardano ai cantieri; significa invece che ci si alza al mattino e non si vede l’ora di iniziare a fare quello che ci aspetta e che quando si pensa alla propria attività si è a proprio agio, contenti. Ci sono di sicuro momenti difficili per tutti, ma c’è una enorme differenza fra un periodo un poco teso di tanto in tanto ed un lavoro che ci demoralizza e ci fa odiare la vita ogni mattina.

Ci troviamo a vivere in un’epoca particolare: da un lato il mercato del lavoro è sempre più avaro di opportunità e gli stipendi sono stagnanti, dall’altro chiunque può diventare imprenditore di se stesso, lavorare online negli orari che preferisce e sulle cose che lo appassionano. Per chi ha coraggio, la mentalità giusta e gli strumenti adeguati oggi è un’epoca d’oro, per tutti gli altri questo è un inferno di incertezza, dipendenza e vuoto consumismo.

Non sono qui per spiegarvi come liberarvi da questo giogo, Marilena ha scritto alcuni articoli interessanti a riguardo ed io non mi sento ancora competente a sufficienza per aggiungere altro. Sono qui per evidenziare che per essere finanziariamente indipendenti è necessario svolgere attività quotidiane soddisfacenti ed avere libertà, rispetto e controllo.

la mattina allo specchio

Test: se vedi qualcosa di simile la mattina allo specchio sei sulla strada giusta

Nel mio caso specifico, indipendenza significa poter cambiare lavoro quando lo ritengo opportuno, senza essere troppo vincolato ad un certo stipendio; significa dedicarmi a progetti che ritengo importanti anche se non vengo retribuito in modo adeguato; significa anche poter dire di no per qualsiasi motivo a chi mi offre una opportunità di cui non sento il bisogno, in cui non credo o che non ho voglia di cogliere, senza farmi ipnotizzare dai soli soldi.

Tutto questo richiede due elementi: da un lato una certa sicurezza economica, dall’altro sicurezza mentale. Uno solo di questi due fattori non è sufficiente: se siete ricchi ma partecipate ai giochi dello status o vi sentite male perché venite giudicati allora dovrete lavorare sulla vostra mentalità. La notizia positiva è che è possibile, l’ho vissuto sulla mia pelle e cerco di condividere alcuni trucchi sul mio blog. 

Vediamo ora qualche ulteriore dettaglio sulla sfera economica.

Investimenti

Avere risorse economiche sufficienti per far fronte alle avversità è un ingrediente importante per essere più indipendenti. Tuttavia, esiste un grave rischio a cui siamo esposti: illuderci che un patrimonio enorme possa tenerci al sicuro da tutto.

Ciò non è vero, esiste sempre qualche scenario plausibile che potrebbe distruggere i nostri margini e lasciarci in difficoltà economiche. Non solo, potremmo passare la vita ad accumulare ghiande come scoiattoli per poi ritrovarci con un enorme banchetto ma troppo vecchi per poterne godere.

La strada giusta sta in una via di mezzo: non vivere sul filo della bancarotta, ma neanche sacrificare la nostra esistenza sull’altare del margine di sicurezza. Ok, direte voi, ma qual è questo giusto mezzo? Dipende! Ognuno di noi ha una sensibilità diversa, responsabilità diverse ed ambizioni diverse.

Esempio: Marilena ha l’ambizione di viaggiare e vivere avventure in giro per il mondo, mentre io ambisco a costruire una famiglia felice. Siamo due persone diverse in due situazioni diverse ed avremo bisogno di margini di sicurezza diversi. Tra l’altro, da quel poco che ho detto, è impossibile capire chi di noi ha bisogno di un margine di sicurezza maggiore: tutto dipende dal nostro lavoro dei sogni e, soprattutto, dalle nostre abitudini di consumo, cosa di cui è meglio parlare bene subito.

Consumo

Gli storici chiamano la nostra società in molti modi, uno di questi è società dei consumi visto il ruolo centrale del consumo a fini sociali.

società dei consumi

E come dargli torto?

Questa tendenza ci condanna ad enormi costi per sostenere il nostro status sociale, ad esempio acquistando auto nuove che non ci servono, televisori giganti che ci rimbambiscono, vestiti firmati e facendo vacanze in resort di lusso che, ammettiamolo, non possiamo permetterci e non divertono nessuno. Tutto questo erode la nostra indipendenza, non solo finanziaria, anche la nostra indipendenza emotiva

Restando sulla sola questione finanziaria, è importante capire l’effetto sproporzionato del consumo sulla nostra libertà e robustezza. Valutiamo queste due situazioni, supponendo che non sia possibile né diminuire le spese né aumentare il reddito:

  • Guadagni di 2.000€ al mese, spese di 1.500€
  • Guadagni di 1000€ al mese, spese di 500€

Quale delle due è più robusta? 

No, non sono equivalenti: l’opzione 2 è più robusta, in tale situazione per ogni singolo mese si sta risparmiando risorse sufficienti per un ulteriore mese. Se arriva una crisi e possiamo lavorare soltanto 6 mesi all’anno, riusciamo ancora a vivere nello stesso modo in cui vivevamo prima della crisi, senza dover cambiare nulla. Nella prima opzione, invece, si crea una situazione di stress o necessità, quindi siamo più dipendenti dal lavoro.

Guadagnare di più non basta: saper consumare in modo responsabile è la vera chiave per essere indipendenti. Non scegliete il lavoro solo sulla base del reddito! E non lasciatevi ipnotizzare da una vita di consumi sciocchi ed irresponsabili. Non vi sto consigliando di unirvi ad un ordine monastico, solo di pensare al consumo come a qualcosa di doloroso, che vi costa fatica e che fate soltanto per raggiungere una felicità più elevata

In concreto significa chiedersi che ruolo ha una spesa nella nostra vita: è fondamentale? Mi rende felice a lungo? Fa parte della mia identità, o di chi voglio essere? Ha un significato profondo per me? Anche qui, mi dispiace dirlo, ognuno dovrà scegliere concretamente cosa sia valido e cosa no. Tenete anche a mente questo: ricco è chi ha molto oppure chi ha abbastanza?

Conclusione

Abbiamo visto tre concetti fondamentali:

  • Essere finanziariamente indipendenti significa non essere ricattabili e saper soddisfare i propri reali bisogni senza affanno;
  • Lavorare è qualcosa di bello se fatto alle nostre condizioni e su qualcosa che ci gratifica;
  • Avere un buon margine di sicurezza è importante, ma non dobbiamo esagerare con l’accumulo o la ricerca di guadagni sempre più alti, poiché le nostre abitudini di consumo sono la vera chiave per essere finanziariamente robusti.

Voglio lasciarvi con un messaggio di ottimismo: l’indipendenza finanziaria è per tutti, non solo per pochi privilegiati col lavoro giusto. Per capirlo, però, bisogna mollare qualche illusione ed aprirsi a nuove idee.

È stato un piacere parlare con voi. Grazie a Marilena per avermi ospitato, speriamo ci siano anche altre occasioni!

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