libertà di vivere

Cos’è l’indipendenza emotiva e a cosa serve

L’indipendenza emotiva è solo una delle 5 fasi da superare per vivere una vita libera e di successo. Se vuoi conoscere le altre fasi, iscriviti subito alla newsletter!

Prima di partire con le riflessioni su questo argomento fondamentale del progetto Svoltaindie, vorrei fare una precisazione.

Sul mio blog mi rivolgo soprattutto a ragazze e giovani donne, ma l’indipendenza emotiva non è un argomento di esclusivo interesse del genere femminile.

Molti ragazzi e anche, purtroppo, molti uomini, sono ingarbugliati in una vita fortemente dipendente.

Detto questo, anche se mi rivolgo ad un pubblico femminile, da questo articolo possono trarne ispirazione anche coloro che non appartengono al gentil sesso. Questo articolo vale per tutti.

Indipendenza emotiva. Che cosa significa?

L’indipendenza emotiva è la condizione nella quale vive la persona libera e autonoma.

Da vocabolario, si intende per indipendenza, la libertà da uno stato di soggezione, una condizione non subordinata e comunque autonoma.

La libertà di agire secondo il proprio giudizio e la propria volontà. La condizione in cui vive chi non dipende da altri.

Quindi, l’indipendenza emotiva è la condizione nella quale ti senti libera di esprimere, nel modo più sincero e autentico, la tua personalità. Senza dipendere dal giudizio o la volontà di nessun altro.

Perché è auspicabile?

Una vita vissuta secondo le proprie regole e aspirazioni è l’unica vita degna di essere vissuta.

Ogni essere umano ha il diritto – e il piacere! – di vivere liberamente il tempo che gli è stato concesso sulla Terra. Solo in questo modo ci potrà essere una vera realizzazione di sé e si potrà fare della propria vita un’opera d’arte.

La bellezza salverà il mondo

(F. Dostoevskij)

La vita libera consiste nell’esprimersi come la migliore versione di se stessi, solo chi è libero raggiunge il successo.

Nel momento in cui si conquista la propria indipendenza, si diventa autonomi, autosufficienti, si impara a bastarsi.

La persona libera sta bene da sola, sta bene con se stessa, non ha bisogno di altro. Non fa dipendere la propria felicità dagli avvenimenti esterni, né da altre persone. Si rende la sola responsabile della propria felicità.

Ma quel che è ancora più importante è che la persona libera sta talmente bene con se stessa che sta bene anche con gli altri. Sa amare e sa essere amata.

Un essere umano capace di amare, di amarsi e di essere amato nella libertà

(Antonio Mercurio)

L’indipendenza nella vita reale

Di fatto, nella realtà, sono poche le persone veramente libere.

Più o meno consciamente, siamo tutti condizionati dall’ambiente esterno. Dai nostri genitori, dai nostri parenti, amici, dalle pubblicità, dai canoni di bellezza e di carriera.

Il solo fatto di esserne coscienti però, ci mette già un passo più avanti rispetto alla massa.

Sarà difficile eliminare totalmente le dipendenze, soprattutto se sono nascoste. Spesso, i condizionamenti finiscono per diventare un tutt’uno con la tua persona, alcune volte si crede di effettuare delle scelte libere ma che in realtà sono il frutto di anni e anni di inculcamenti.

Nella vita reale le persone che ci stanno attorno ci forgiano e, anche se spesso in buona fede, definiscono come dobbiamo essere, come ci dobbiamo comportare e cosa dobbiamo fare della nostra vita.

La dipendenza dai genitori

La più grande e più comune dipendenza dei giovani (e anche dei meno giovani) è quella che si ha dai propri genitori.

Fino a che non si è autosufficienti questa è una condizione naturale. Il genitore deve provvedere ai bisogni del proprio figlio perché, altrimenti, egli non sopravviverebbe da solo.

Se da un lato la natura ci mette a disposizione un meccanismo straordinario per sopravvivere nei primi anni di vita, dall’altro la società ci pone di fronte ad una grave violazione del naturale corso della vita.

Sì perché arrivati all’adolescenza, la stessa natura che ci ha permesso di rimanere in vita, ci presenta la fase della ribellione.

La fase della ribellione che si ha nell’età adolescenziale è messa lì apposta per favorire il distacco.

All’età di 15, 16, 17 anni l’essere umano dovrebbe già aver imparato l’indispensabile che serve per vivere autonomamente. E’ l’età in cui si forgia la propria personalità adulta e, udite udite, non deve necessariamente corrispondere alla personalità del genitore, né alla stessa classe sociale, né deve esserne conforme alle credenze religiose o politiche.

L’adolescente è una persona sola, così come lo sono i suoi genitori. Ogni essere umano è un individuo a se stante e, in qualunque caso, ha la libertà di decidere autonomamente chi vuol essere, cosa vuol fare da grande, come vuole vestire, ecc. ecc. ecc.

Sembra un’affermazione corretta?

E allora come mai migliaia di giovani ancora oggi sono invasi dalla paura. La paura di non corrispondere alle aspettative dei propri genitori, la paura di deluderli solo perché diversi?

A cercare di condizionare i figli per farli diventare un prolungamento della propria esistenza, si provocano solo danni. Danni immensi direi, come quello che è successo ad Andrea, ad esempio.

Il compito di ogni genitore è quello di crescere figli sani, educati e autonomi. Bisogna insegnare ai figli come stare al mondo, come risolvere i problemi e non risolverli al posto loro. Nel migliore dei casi deve essere il genitore a creare i problemi al proprio figlio per metterlo, quanto prima possibile, di fronte alla realtà.

Preferibilmente, tutto questo deve avvenire prima del raggiungimento della maggiore età.

Quindi mia cara, se ti senti in colpa, incapace, diversa, se pensi di non avere il diritto di vivere la vita come meglio credi perché in contrasto con quello che ti dicono i tuoi, fatti un esame di coscienza e scrollati di dosso queste false credenze. Tu sei unica, irripetibile e hai il dovere di esprimere la tua personalità nel migliore dei modi e nella direzione che preferisci.

La dipendenza dagli altri famigliari

Forse meno sentito è il tema del condizionamento che agisce sulla nostra persona da parte della famiglia.

Ma se hai ben capito di essere una persona diversa dai tuoi genitori, che dovrebbero essere coloro che ti crescono e ti supportano, figuriamoci quanto tu possa essere libera di fare quello che credi di fronte al resto della famiglia.

Eppure, ci sono ancora molte realtà in cui ci si preoccupa, in maniera spropositata, del pensiero e della considerazione che hanno di noi zii, cugini, fratelli, nonne e prozie acquisite.

Ma vogliamo crescere? Le persone adulte conversano tra di loro rispettose delle reciproche differenze. Tutto quello che si può fare di fronte a parenti invadenti è quello di risolvere le discordanze nella maniera più tranquilla e meno conflittuale possibile.

Dimostrare affetto per queste persone non significa doverne accontentare le visioni, ma esprimere il bene che vogliamo e, se lo riteniamo opportuno, renderci disponibili per aiutarli in caso di difficoltà.

Fine.

La vita va avanti per ognuno di noi e non abbiamo tempo per vivere la vita d’altri.

La dipendenza affettiva dal partner

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di una mela e che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà.  Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca.

(John Lennon)

Eccoci qui. Non potevo, in questo saggio sull’indipendenza emotiva, lasciare fuori una categoria che di dipendenza ne crea a bizzeffe. I fidanzati, compagni, sposi o partner.

Che tu sia una donna sola o in coppia, ti sarà sicuramente capitato nella vita di ritrovarti persa e in balia di un forte senso di bisogno d’affetto “amoroso”.

Se sei uomo è uguale, il discorso vale anche per te.

La verità è che la dipendenza affettiva è deleteria per i rapporti di coppia, ma lo è anche se stai cercando un compagno.

Si intende per dipendenza affettiva la convinzione di non poter vivere senza una persona al tuo fianco. Sei dipendente quando ti lasci trascinare da un turbine di emozioni negative di gelosia, solitudine, sconforto e pensi che solo la vicinanza a quella persona potrà farti stare meglio.

In realtà, ci sono diverse valide ragioni per cui l’indipendenza emotiva è la tua più grande alleata quando si tratta di trovare l’amore dei tuoi sogni e/o vivere una relazione sana e appagante.

Se sei single…

  1. essere una donna indipendente ti fa risplendere agli occhi dei ragazzi. Avere autonomia di pensiero, coltivare i tuoi interessi e il tuo progetto di vita ti rende irresistibile. Se coltivi la tua autonomia ti ritroverai non uno ma 100 ragazzi ai tuoi piedi tra cui scegliere;
  2. essere indipendente ti protegge da una marea di situazioni dannose. Diciamoci la verità, essere bisognose e dipendenti dall’amore è come mettersi due banane agli occhi. Non riesci ad accorgerti degli atteggiamenti sbagliati, irrispettosi, o peggio ancora, li giustifichi se sei in una condizione di dipendenza;
  3. avere il tuo progetto di vita da portare avanti (che va ben oltre la costruzione di un rapporto di coppia) ti allontana dai pensieri negativi quando magari hai ricevuto un rifiuto, sei stata tradita o abbandonata. Nel momento in cui soffri per amore, la cura più efficace è riprendere in mano la propria vita e crescere come persona libera e autonoma.

Se sei in una relazione…

  1. essere indipendente ti rende sempre interessante. Non ci si stanca mai di avere affianco una persona libera autonoma e indipendente;
  2. se stai bene con te stessa e ti ami, riuscirai a dare anche più amore. Sarà genuino, solare, appagante. Come fai ad amare veramente una persona e a farti amare se non dai prima valore a te stessa?
  3. è con l’indipendenza di pensiero che si crea una vita di successo. Se annulli le tue idee per seguire quelle del tuo partner ti ritroverai prima o poi vuota e apatica. Il rapporto è un confronto continuo e una comunione di progetti che vadano bene a entrambi.

Essere una persona indipendente in un rapporto di coppia è di cruciale importanza per la sua continuazione. Ed è altrettanto importante rispettare la libertà del tuo partner.

Quindi sì, è bello vivere in una condizione di indipendenza e ricordati anche di rispettare l’indipendenza altrui. Non forzare le scelte del tuo partner, non diventare tu stessa una manipolatrice, dettando da sola le regole del rapporto.

Vivi e lascia vivere. Tu sei un dono, una scelta volontaria e spontanea. Sei meritevole di essere amata esattamente per come sei.

Dipendenza dagli amici/coetanei

amiche feliciNell’ambito delle tue amicizie, vivere in modo indipendente significa godersi tutti i rapporti interpersonali senza soffocare le tue idee.

E’ una prerogativa soprattutto dei più giovani quella di conformarsi all’ambiente sociale, per fortuna, non di tutti.

Il fatto è che, a volte, pur di non sembrare diversi (sfigati ), si aderisce alle iniziative del gruppo, si accettano le idee del “manipolatore di turno” che è sempre colui che, più o meno tacitamente, detta legge e stabilisce il da farsi.

I rapporti interpersonali non devono mai essere basati sul bisogno, ovvero sulla dipendenza. Insomma, quante volte si decide di uscire solo per non sentirsi soli? E poi magari si finisce a bere al bar, a fare discorsi su altre persone, le foto da mettere su instagram, ecc…

Ti accorgi di vivere un rapporto dipendente (di “amicizia”) quando lo vivi seguendo sempre lo stesso schema, quando poi torni a casa e ti senti svuotata, triste, ecc… i rapporti di amicizia, invece, quelli veri, ti lasciano un senso di gioia, di appagamento.

Sono fatti per costruire insieme, non per distruggersi in compagnia.

Se ti accorgi di non essere soddisfatta dalla tua vita sociale, allora forse stai vivendo in una condizione di dipendenza affettiva.

Staccatene al più presto, innanzitutto riprendendo in mano la tua vita e imparando a stare bene da sola, e poi elimina tutte le persone tossiche che ti influenzano.

Siamo la media delle 5 persone che frequentiamo di più

(Jim Rohn)

Il mondo è pieno di gente che per sentirsi importante sminuisce gli altri. Per questi individui, le persone bisognose di rapporti sono pane per i denti. Liberatene al più presto.

Vivi il tuo tempo con le persone solo quando ne vale veramente la pena, spezza gli schemi abituali, esci dalla tua zona di confort, vivi le tue giornate con degli amici con cui andare al mare fino all’alba, vivere avventure indimenticabili o solo parlare dei tuoi sentimenti più profondi, cucinare insieme, ecc…

Se ti metterai in quest’ottica, forse scoprirai che i tuoi veri amici sono di meno di quel che pensavi, ma finalmente vivrai una vita sociale libera dai condizionamenti.

La persona indipendente

Diventare una persona indipendente fa parte del naturale percorso di crescita di ognuno.

Essere indipendenti equivale ad essere adulti. Persone che sanno prendersi tutte le responsabilità della vita. Non solo la responsabilità dei propri errori, ma anche la responsabilità di essere persone felici.

Non si può demandare a nessun’altro questo progresso.

Capisci di essere diventata una donna adulta quando vivi senza paure immaginarie ovvero paura di essere rifiutata, di rimanere sola, di ferire gli altri.

Non possiamo controllare gli avvenimenti esterni, ma possiamo controllare la nostra reazione ad essi. Così come non è una tua colpa quella di non essere d’accordo con i punti di vista altrui. E non ti puoi sentire in colpa se qualcuno “ci rimane male”.

Capisci di essere una persona indipendente quando smetti di lamentarti e accetti il fatto di essere la sola costruttrice della tua vita.

Le paure immaginarie

Uno dei motivi per cui si decide di non assumersi le proprie responsabilità sono le paure immaginarie. Dico immaginarie perché è indubbiamente lecito avere paura delle altezze, di un leone inferocito o di qualunque altra cosa possa ledere la tua incolumità.

Ma finché non ci troviamo di fronte ad uno di questi avvenimenti (che devono essere concretamente davanti ai nostri occhi) allora non abbiamo alcun motivo per essere preoccupati.

Per eliminare le paure immaginarie o, come le definisce Giulio Cesare Giacobbe, le seghe mentali è opportuno vivere nel momento presente. Lascia da parte tutti i pensieri che non aderiscono al qui e l’ora in cui stai vivendo. Preoccupati solamente di quello che puoi fare in questo momento.

Così potrai maturare una personalità indipendente emotivamente e goderti la vita.

I sensi di colpa

Le persone emotivamente dipendenti, lo sono perché, in un certo modo, di sentono in colpa per quello che sono.

Pensano di non meritare quello che hanno mentre invece, la vita non ci mette mai nelle mani qualcosa che non siamo in grado di gestire. Se una situazione è capitata a te, e solo a te, tu hai tutte le armi per affrontarla nel migliore dei modi ed uscirne cresciuta.

La capacità umana di provare senso di colpa è tale che le persone riescono sempre trovare il modo di incolpare se stesse.
(Stephen Hawking)

Se tu senti di dover essere una musicista, ad esempio, perché è la sola cosa che ti fa vibrare il cuore, allora hai il dovere di esplicitare la tua natura. Non devi sentirti in colpa se non corrisponde allo stile di vita comune. E non devi sentirti in colpa per essere troppo bella, per essere fantastica, neppure devi sentirti in colpa se riesci a guadagnare senza muovere un dito mentre tutti intorno a te si affannano per portare il pane a casa.

Ricorda, tu non sei in grado di controllare le reazioni che hanno gli altri di fronte alle tue azioni. Questo è un problema degli altri.

Sviluppare autostima

donna allo specchioIn realtà, ogni persona è il risultato di quello che pensa di essere. Se il pensiero frequente che hai in mente è “io sono una povera sfigata” allora molto probabilmente lo sei.

La bella notizia è che basta cambiare pensiero per cambiare automaticamente personalità e sviluppare autostima.

Per carità, quando parlo di autostima intendo una sana autostima, quella nella quale abbracci e ami te stessa, non intendo narcisismo o egocentrismo.

Quindi per essere una persona libera, autonoma e indipendente, basta affermare a te stessa:

“io sono in grado di risolvere qualunque problema mi si presenti davanti”.

Le affermazioni sembrano roba da guru new age ma la realtà è che sono splendidi strumenti per diventare le persone che vogliamo essere.

Tu non sei altro che la tua autoimmagine. Ovvero l’idea che hai di te stessa. Anche gli altri ti vedono nello stesso modo perché è difficile non far trapelare all’esterno le tue vibrazioni interne.

La persona dipendente

Rimanere una persona dipendente emotivamente significa in un certo modo rimanere bambini.

E i bambini piangono quando non gli viene dato ciò che vogliono.

Ma ti dirò di più, il bambino dà la colpa ai propri genitori anche per la propria infelicità (puoi sostituire la parola genitore con qualsiasi entità esterna).

In questo modo il bambino rinuncia inconsciamente a diventare una persona felice per vendicarsi nei confronti dei propri genitori.

Quando ci emancipiamo dai genitori maturiamo una personalità adulta

(Giulio Cesare Giacobbe)

Quello che pensa la persona dipendente è che, siccome soffre per delle ferite inflitte dalla mamma, dal papà, dalla maestra o dall’amico, allora lo stato di sofferenza che si porta dentro e che la spinge ad autosabotarsi, potrà far sentire in colpa gli artefici di questa sofferenza.

Per uscire da questo circolo vizioso è necessario imparare a perdonare. Perdonare l’universo per quello che hai subito finora è il punto di partenza per diventare una persona libera e incominciare a costruire un’esistenza volta al successo.

Il perdono secondo gli hawaiani

Ora, cosa centrano le Hawaii con il fatto di diventare una persona indipendente?

Voglio citare una tecnica della tradizione hawaiana perché racchiude perfettamente la filosofia del perdono per se stessi che è utile a crescere e sviluppare una personalità autonoma.

Si tratta della filosofia Ho’Oponopono.

E’ un concetto davvero potente e ti insegna che ogni cosa che ti capita di vedere, sentire, o percepire nella vita di tutti i giorni dipende al 100% da te.

Vivere secondo l’Ho’Oponopono significa accettare che tutto ciò che accade attorno a te è stato prodotto da te e dalla tua energia. Questa energia non è altro che l’estensione dell’energia dell’universo, di cui tutti facciamo parte.

Per iniziare a praticarlo basta solamente ripetere delle frasi, esattamente come si fa con le affermazioni, come un mantra. Le frasi in questione sono:

  • Grazie.
  • Mi dispiace.
  • Perdonami.
  • Ti amo.

In questo modo si chiede scusa a se stessi per il male autoinflitto e si accetta di poter andare avanti costruendo una vita che dipende solamente da noi. Perdonarsi per ripartire con il piede giusto. Perdonarsi per gli atti di autosabotaggio, ringraziarsi, amarsi.

La vita come opera d’arte

Finalmente arriviamo alla parte più bella dell’essere indipendenti.

Una volta che ti sarai scrollata di dosso tutti i condizionamenti e le convinzioni limitanti potrai rendere la tua vita la cosa più bella e straordinaria che l’umanità abbia mai visto.

Una vita concentrata unicamente sull’amore, sulle tue passioni e i tuoi principi.

Diventare finalmente la miglior versione di te stessa.

Esiste, nell’ambito della psicologia, una disciplina chiamata Cosmo-art.

Essa consiste nel distaccarsi dall’io “Bambino” ed elevarsi alla dimensione cosmica artistica dell’Io Adulto…

…la quale abbraccia l’intera vita dell’Uomo: dal primo istante del concepimento alla vita ultracosmica, per fare della propria vita e del cosmo un’unica opera d’arte capace di creare bellezza immortale

(A. Mercurio)

Per ognuno di noi è possibile fare della propria vita un capolavoro di indicibile bellezza, ma ci vuole coraggio. Non basta semplicemente volerlo.

Vivere in modo indipendente, rispettando la propria essenza è fondamentale per poter diventare artisti della propria vita.

Infondo gli artisti per dare vita alle loro opere si struggono, si isolano e lasciano che il Genio li attraversi totalmente e si riversi sulla tela bianca.

Come si può diventare la mano del Genio se prima non ci si libera dalle costrizioni e si diventa immuni dal giudizio degli altri? E’ impossibile.

Diventare persone emotivamente indipendenti non è un gioco da ragazzi, è necessario lavorare assiduamente e quotidianamente attraverso le affermazioni, superare delle prove, affrontare le proprie paure e non soffocarle. Per fare tutto questo ci vuole coraggio sì!

L’amore universale

Una vita vissuta pienamente, nella sua totale realizzazione ha bisogno di amore e di passione.

Ma l’amore deve essere messo in ogni tua azione, in ogni aspetto della tua vita anche quelli che necessitano ancora di essere migliorati.

Se hai un problema da risolvere, di qualsiasi tipo, che si tratti di eliminare i chili di troppo o smettere di fumare, deve essere affrontato nella maniera più creativa che ti viene in mente.

Devi appassionarti ai tuoi casini, non lasciarli alle spalle privi di una soluzione, così facendo ti si ripresenteranno davanti ancora più incasinati. E’ necessario voltarsi per affrontarli a pieni polmoni con l’obiettivo di uscirne vittoriosa e cresciuta.

Non c’è passione nel vivere in piccolo, nel progettare una vita che è inferiore alla vita che potresti vivere.
(Nelson Mandela)

E amare la propria vita significa amare tutto il resto, la natura, l’universo, le persone. Non si può amare selettivamente.

Colui che dice di amare il proprio partner ma odia tutte le altre persone, probabilmente non ama affatto.

La madre che dice di amare i propri figli segregandoli e mettendoli in guardia, dicendogli che là fuori è tutto pericoloso, i suoi figli non li ama veramente.

Vivi con entusiasmo, appassionati alla vita, ringrazia il creato. 

Quando la tua vita sarà finalmente indipendente, incomincerai a vedere i miracoli del mondo. Situazioni che capitano per coincidenze estremamente azzeccate e tempismo perfetto.

Liberati dalle costrizioni e imbocca il naturale flusso della tua vita, ti accorgerai subito che le cose accadranno a fagiuolo esattamente quando e dove avresti voluto.

Incomincia il tuo percorso

Il raggiungimento dell’indipendenza emotiva è solo una delle 5 fasi da affrontare per creare una vita del tutto libera, se vuoi scoprire le altre fasi, iscriviti subito alla mia newsletter!

Io, a questo punto, ti saluto e ti ringrazio infinitamente per essere qui a riflettere sul tema dell’indipendenza emotiva.

Ti auguro di raggiungerla presto.

Con amore

Marilena

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *