Lavoratore autonomo: cosa può insegnare?

Essere un lavoratore autonomo non è tutto rose e fiori.

In questo blog ho voluto concentrarmi sul concetto di indipendenza associandolo ad uno stato di libertà totale, ma questo comporta anche tanti sacrifici e tante notti insonni.

Quando sei il capo della tua attività e qualcosa va storto, la responsabilità di sistemare tutto è solo tua.

Sei tu che costantemente devi cercare dei clienti, devi seguirli in tutte le fasi fino al pagamento. Sei tu che devi risolvere problemi che apparentemente non c’entrano niente con la tua attività.

Pensa ad uno psicologo che deve aprire un sito web: se si hanno tutte le qualifiche per fare lo psicologo e si è esperti in quello, non può essere sempre facile studiare come sfruttare il web e padroneggiare gli strumenti del digital marketing.

È vero, ci si può affidare a degli esperti, infondo ognuno ha il proprio lavoro, ma non si può sfuggire dalla necessità di conoscere almeno le basi di quello che si sta delegando.

Così come, ad esempio, un meccanico autonomo deve, per forza di cose, imparare le basi della contabilità e prendere dimestichezza con i bilanci e la parte burocratica.

Questo cancella l’entusiasmo del fare la cosa che si desidera?

Assolutamente no, anche se a volte, ci si può sentire persi.

Tutti coloro che lavorano nel campo digital, per esempio, prima o poi sentono la necessità di vivere in modo più naturale, di fare cose manuali e questo, a volte, potrebbe creare dei dubbi: “ma questo, è veramente il mestiere che fa per me?”

L’azione

Di recente ho ascoltato una persona che diceva questo: “io ho smesso di pensare, agisco. Cioè, penso un giorno alla settimana e poi per tutta la settimana non penso più ma faccio solo ciò che mi ero prefissato“.

Se ogni giorno ti devi chiedere se quello che stai facendo è giusto, di sicuro la tua vita non cambierà mai. Creerai solo tanta frustrazione. La procrastinazione è quasi sempre associata all’insicurezza. Quando si è insicuri si trovano 1000 modi per rimandare il momento dell’azione.

Si ha paura di sbagliare, di fallire e si rimane impantanati in una marea di sensi di colpa.

Quando si lavora come dipendente è proprio la parte del pensiero che si toglie. Il dipendente, da un certo punto di vista, non deve pensare, deve fare. Cioè sì, deve pensare anche lui, ma in maniera limitata alle sue mansioni.

Il lavoratore autonomo invece, che ha in mano le sorti di quello che ha costruito, potrebbe da un lato sentirsi perso in 1000 pensieri più facilmente. Non immagino ancora quanto possa essere stressante a volte. Dall’altro lato non può mai permettersi di “fingere di lavorare”.

Se quando si è dipendenti si possono passare dei giorni in cui semplicemente non si ha voglia e si mette impegno scarso in ciò che si sta facendo, quando si è lavoratore autonomo non si ha proprio la possibilità di deresponsabilizzarsi così. Si deve agire e agire al meglio.

Il mio interesse per il lavoro autonomo mi ha portato negli ultimi anni a parlare con molti di loro e a imparare alcune lezioni che non mi sembrano scontate e che vorrei condividere in questo articolo.

1. Poniti nel mezzo

Il lavoro ha lo scopo di far guadagnare chi lo compie. Ma per guadagnare bisogna essere utili. L’utilità di quello che si fa consiste nel costruire un ponte tra i clienti e le forniture.

Mi spiego meglio.

Ci sono delle persone (clienti) che hanno bisogno di qualcosa (forniture). Il lavoratore autonomo deve porsi nel mezzo. Cioè deve rendere fruibile al cliente la fornitura che ha scelto.

Per quanto tu possa creare dal nulla, ci saranno sempre delle forniture di cui hai bisogno per svolgere il tuo lavoro. In realtà quella fornitura è la cosa che serve al cliente ma, non essendo lui l’esperto, si rivolge a te.

Esempio: è facile aprire un sito web, chiunque può farlo, ma semplicemente a qualcuno non interessa o non vuole usare il suo tempo in questo. Ecco perché esistono i web marketer o creatori di siti web.

Altro esempio: un insegnante trasmette le informazioni che ha appreso ai suoi studenti. Questi potrebbero fare a meno dell’insegnante e leggersi direttamente i libri che l’insegnante ha studiato a suo tempo. Ma scelgono comunque l’intermediazione di una persona esperta.

Quindi ecco, è l’esperienza che fa la differenza. Per iniziare a fare siti web ho studiato centinaia di libri e corsi e ad oggi, molte delle informazioni che ho studiato, le reputo inutili. Tuttavia, queste conoscenze mi sono servite ad avere un quadro più ampio della materia e a concentrarmi sulle cose che reputo veramente utili.

2. Fare rifornimento di forniture

Tutti sanno quanto è consistente l’investimento iniziale per aprire un’attività propria. Anche se ci sono settori, come ad esempio il web, in cui l’investimento per iniziare è molto piccolo, questo non significa che non bisogna investire!

Quando io ho iniziato ho pagato solo l’hosting (perché ho scelto un piano che comprendeva il dominio gratis) ma, a mano a mano che crescevo, mi sono accorta che per andare avanti come volevo io, dovevo investire in strumenti aggiuntivi.

Ed ecco allora che ho comprato dei temi a pagamento più performanti, mi sono abbonata a degli strumenti di analisi avanzati, ho acquistato dei software professionali, ecc… piano piano ho investito ed oggi questi strumenti non li uso solo per il mio sito ma per tutti quelli che faccio.

Anche un meccanico che anziché comprare le lattine da un litro ciascuna, compra 2 barili da 200 litri di olio alla volta sta facendo la stessa cosa. Finché la merce non è deperibile, acquistare grandi quantità riducendo il costo unitario è sempre un investimento azzeccato.

3. All’aumentare dell’esperienza, aumentano i prezzi

So benissimo che all’inizio bisogna stringere i denti. All’inizio i prezzi devono essere coerenti con quello che è il mercato. Non possono discostarsi molto da quelli applicati dalla concorrenza nonostante il fatto che iniziare ti metta di fronte a tante difficoltà.

All’inizio si è più lenti, si può sbagliare facilmente e spesso si devono aggiustare i propri errori senza poter chiedere niente in più al cliente. Questo può scaturire in un bilancio in perdita nei primi tempi.

Tuttavia, una volta acquisita esperienza e dimestichezza, il lavoro diventerà sempre più automatico e con pochi imprevisti.

Questo è ciò a cui bisogna mirare, a costruire un metodo replicabile facilmente. Sarà allora che i clienti inizieranno ad arrivare e, una volta riempiti tutti gli spazi vuoti, si potrà iniziare a scremare la clientela aumentando leggermente i prezzi. Infondo l’esperienza costa e il prezzo da pagare per un servizio più professionale sarà sicuramente superiore.

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Ambire ad essere un lavoratore autonomo è un sogno rispettabile. Pieno di sfide.

È qualcosa di strettamente collegato alla propria strada nella vita, e proprio come quest’ultima, dipende dalle scelte che si fanno e dalle azioni che si compiono.

La propria strada nella vita è una scelta, nessuno sa a cosa è destinato, ma ad un certo punto bisogna smettere di pensarci su e iniziare a camminare.

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Io per oggi ti saluto augurandoti una ricca e felice settimana.

Marilena

 

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