fiume che va verso una meta

Una svolta verso la tua libertà professionale

E’ capitato anche a te di non sentirti padrone della tua vita? Le cause possono essere molteplici: una famiglia troppo oppressiva, un ragazzo troppo geloso, un conto in banca che piange e ti costringe ad accettare compromessi che cozzano contro i tuoi veri principi.

Quando ti manca la libertà di fare quello che vuoi da un punto di vista professionale allora quello che serve è un vero e proprio viaggio all’interno di te stesso per riscoprire il tuo coraggio.

Con libertà professionale mi riferisco al tuo diritto di essere libero di esercitare la professione che vuoi. Infondo è anche sancito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea:

Ogni persona ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata

Articolo 15

Quindi possiamo essere sicuri che, almeno sulla carta, questo diritto ce lo abbiamo.

Ma nella realtà è veramente così? Mah…

Credo che la maggior parte delle persone scelga di avere un lavoro piuttosto che un altro per delle circostanze che poco hanno a che fare con la propria vocazione.

La vocazione

Inclinazione, disposizione naturale all’esercizio di una determinata professione o arte o allo studio di una particolare disciplina.

Una delle definizioni di Vocazione

Ma c’è anche

Disposizione d’animo che induce l’uomo a determinate scelte nell’ambito dei possibili stati di vita.

Un’altra definizione di Vocazione

Ognuno di noi nasce con una vocazione, un desiderio. Ti sarà capitato di sentirti fuori posto in determinate situazioni. Ti sarà capitato di pensare che avresti voluto una vita diversa.

Anche se poi, quando si incomincia a crescere, la voce dentro di noi che ci indica la strada, viene messa a tacere, giudicata inadeguata o addirittura fastidiosa.

Inutile.

Arriva sempre il giorno in cui la nostra vocazione tornerà a farci visita. E finiremo con il rimpiangere il tempo che abbiamo sprecato per seguire i desideri degli altri.

Ma una buona notizia c’è. Non è mai troppo tardi. In pochi passaggi è possibile riscoprire la nostra vocazione, strutturarla affinché possa diventare la nostra professione e lavorarci anche se per anni e anni ci siamo dedicati ad altro.

Passaggio 1: scopri la tua vocazione

Come faccio a sapere qual è la mia vocazione?

Pensa a ciò che ti piace fare. Pensa a quello che fai ogni giorno in maniera naturale. Pensa a ciò che è rimasto costante nella tua vita fin da quando hai ricordi.

Io, ad esempio, penso che fin da quando ho imparato a scrivere, ho sempre avuto un diario sul quale annotare i miei stati d’animo e l’avanzamento del mio lavoro di crescita personale. Quando ero bambina non sapevo ancora che si chiamasse così, ma era esattamente quello che facevo. Darmi degli obiettivi per migliorare come persona.

Puoi anche riflettere per un po’ e chiederti: se avessi abbastanza soldi per vivere senza lavorare, cosa farei comunque ogni giorno?

Potrebbe venirti in mente come risposta che staresti tranquillamente steso su un’amaca di fronte al mare a sorseggiare il tuo cocktail in pace ma… io credo che impazziresti, magari non dopo una settimana, ma sicuramente dopo 2 mesi di vita del genere cominceresti a cercare qualcosa da fare di più costruttivo.

Ed è qui che si nasconde la tua vocazione. Magari quando si ha un lavoro che ci impegna 8 ore al giorno con due settimane di vacanza all’anno, è facile avere il desiderio di evadere su una spiaggia caraibica. Quindi, per trovare la tua vocazione devi andare oltre questa immagine. Devi pensare alla tua vita di tutti i giorni, a qualcosa che faresti e rifaresti senza andare mai in pensione.

Passaggio 2: aiutare gli altri

Aiutare qualcun’altro è la chiave di ogni lavoro. Sei d’accordo anche tu? Non esiste lavoro se non c’è un tornaconto.

Tu lavori e qualcuno ti ripaga per l’aiuto che hai dato. Così come le persone sanno che devono pagare per un servizio o un prodotto di cui hanno bisogno.

Quindi, il secondo passaggio sarà strutturare la propria vocazione in modo che possa aiutare gli altri e soddisfare dei bisogni. Non preoccuparti se pensi che non sia possibile. In realtà tutto lo è.

Se tu avessi la vocazione di costruire oggetti con il legno, qualcuno vorrebbe comprare i tuoi oggetti perché sono belli, perché sono utili o magari potresti insegnare a fare quello che fai tu. Come puoi vedere, ogni vocazione può aiutare gli altri in più di un modo. La scelta sta a te come anche…

Passaggio 3: essere costante

Se uno tzunami colpisce una roccia non la scalfisce minimamente, ma se la stessa quantità d’acqua tocca la roccia goccia per goccia, giorno dopo giorno, allora si crea un solco.

Vale anche per la tua vocazione. Nel primo periodo avrai dubbi su quale sia la tua vocazione e su come tu possa aiutare gli altri. Ma è fondamentale che ogni giorno tu dedichi del tempo a trovare delle risposte a queste domande e che anche solo per mezz’ora tu lavori al tuo progetto.

Non serve lasciare il proprio posto di lavoro per dedicare 10 ore al giorno alla tua vocazione. E’ molto più proficuo farlo un po’ al giorno anche solo per pochi minuti.

Come quando si impara a suonare la chitarra e ti dicono che bastano 10 minuti al giorno. E’ vero. L’importante è farlo ogni giorno.

All’inizio dedicherai 10 minuti a chiederti qual è la tua strada, poi altri 10 minuti al giorno a chiederti come possa aiutare gli altri. Quando avrai più o meno delineato la tua strada, dedicherai i 10 minuti giornalieri a lavorare al tuo progetto. E se cambi idea durante il percorso va benissimo! E se non hai le idee chiare, la tua pratica quotidiana farà in modo che alla fine tutto vada al suo posto.

Quando ho deciso di esprimere la mia vocazione alla scrittura su un blog, ho deciso che lo avrei fatto ogni giorno dopo l’orario di lavoro. E così è stato. Non mi sono licenziata. Ho solo sostituito una parte del tempo che sprecavo davanti alla tv o a youtube o agli altri social network. Mi è piaciuto così tanto che ho realizzato quanto fosse inutile perdere ore e ore a guardare le serie tv, oggi preferisco seguire dei videocorsi su come si fa blogging.

E se molti possono pensare che sia tempo sprecato perché mai questo potrà diventare il mio lavoro, io rispondo che tutto quello che si costruisce non è mai inutile. Io alla fine avrò comunque qualcosa in mano, ricca di contenuti a disposizione di chiunque voglia leggere.

Passaggio 4: il tuo obiettivo vocazionale

Questo è il modo che ho scelto per garantirmi la mia libertà professionale. E penso che dovresti farlo anche tu perché aldilà del lavoro, è un modo di capire chi sei e quello che vuoi fare.

Trovare il tuo obiettivo vocazionale è esattamente la svolta che stavi cercando per rendere la tua vita migliore.

A differenza di un lavoro normale, ti da la spinta per crescere professionalmente. Chiunque segua la propria vocazione non vuol far altro che migliorarsi e lo fa con piacere.

Ti fa vedere la vita in modo più positivo e guardare il futuro in luce ottimista.

Per oggi è tutto, caro lettore. Ti invito a ritagliare i tuoi 10 minuti al giorno per riflettere su come ritrovare la tua libertà professionale.

Ti ringrazio e ti saluto con affetto.

Ciao

Marilena

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