passione e libertà

Storie di passione e libertà

Quelle che vi racconto sono storie reali di persone che nella loro vita hanno deciso di fare un lavoro in grado di mettere insieme passione e libertà.

Una passione di nome musica

Vi presento Paulina.

Lei è una ragazza che vive con me nell’ostello in Messico. Di giorno si guadagna vitto e alloggio lavorando in reception 24 ore a settimana e di sera si dedica alla sua più grande passione: il canto.

Quando è arrivata a San Cristobal non la conosceva nessuno. Ha dovuto rimboccarsi le maniche e oggi canta con diverse band: una rock, una swing e diversi altri progetti indipendenti.

Ha mai vinto Sanremo o X Factor o Amici? No, non ha mai nemmeno partecipato allo Zecchino D’Oro. Eppure lei ogni giorno si sveglia e pensa a quali locali contattare, fa nascere collaborazione ed è immersa completamente nel mondo della musica. Studia le canzoni, suona la chitarra e l’ukulele.

Ci parla sempre della sua passione e siamo spesso i suoi primi spettatori mentre si esercita in ostello.

Per ora si guadagna da vivere così. E’ una vita difficile piena di ostacoli ma lei è serena. Perché fa esattamente il lavoro che vorrebbe fare.

Ogni giorno affronta una nuova battaglia perché cantare nei locali non è un lavoro fisso. Nessuno ti paga la pensione, nessuno ti paga la malattia, eppure la felicità nel fare quello che le piace è più forte.

In tutto il Mondo ho conosciuto tanti musicisti che si guadagnano da vivere tramite la loro passione. Spesso non sono nemmeno tecnicamente avanzati ma ogni volta ho visto nei loro occhi la voglia di migliorare e, soprattutto, la felicità nel fare qualcosa che li rende vivi.

E, devo ammetterlo, all’inizio ero stranita dal fatto che queste persone riuscissero a guadagnarsi da vivere.

Rafa, ad esempio, girava per i locali con la sua chitarra improvvisando canzoni popolari per i turisti e la gente locale. Dopo 5 ore tornava in ostello e offriva da bere a tutti con quello che aveva guadagnato.

Ha inciso anche due dischi con i suoi guadagni e la gente era felce di contribuire al suo progetto acquistando i dischi perché capiva la passione e la serietà con cui prendeva il suo lavoro.

Passione subaquea

passione e immersioniCelina è una ragazza di 27 anni messicana con origini argentine. L’ho conosciuta a Tulum dove lavoravamo insieme in un ostello.

Qualche anno prima, quando non sapeva che fare della sua vita e si trovava in un periodo di indecisione e sconforto, per caso partecipò ad un’immersione subaquea.

Quell’esperienza la colpì così tanto che decise di voler vivere così, tra la natura incontaminata dei fondali marini e persone che condividevano la passione per lo sport.

Il mondo delle immersioni è molto costoso. Le attrezzature utilizzate devono essere certificate e sono soggette a continue manutenzioni per via del rischio che questo sport comporta. Anche i corsi per ottenere il brevetto sono assai dispendiosi, ma questo non ha distolto il desiderio di Celina di vivere così.

Quando l’ho incontrata a Tulum non pagava un affitto perché faceva la volontaria nella cucina dell’ostello che la ospitava e, nel frattempo, lavorava come barista in un hotel di lusso sulla riviera.

Il suo lavoro al bar le faceva guadagnare e risparmiare molto denaro perché:

  1. Tulum è una delle città più care in Messico e di conseguenza erano alti anche gli stipendi,
  2. a contatto con dei turisti ricchi riusciva a ricevere delle mance molto alte,
  3. durante il resto della giornata faceva la volontaria in ostello. Non pagava quindi l’alloggio e non aveva tempo per spendere il denaro che guadagnava.

Dopo 6 mesi di vita frenetica tra due lavori è riuscita finalmente a mettere da parte ciò che le serviva per il corso da istruttore subaqueo. Ha lasciato il suo lavoro e si è trasferita ad Acapulco dove finalmente sta studiando e lavorando per il suo sogno di passione e libertà.

Quando parla di questo è incredibilmente felice. Sa che la strada è ancora in salita ma la volontà di raggiungere il suo obiettivo è più forte dei sacrifici che deve affrontare.

Un giorno, quando sarà un’istruttrice certificata, farà la vita dei suoi sogni, tra spiagge incontaminate e stelle marine ma è perfettamente consapevole della responsabilità che avrà di fronte ai suoi allievi ed è per questo che si interessa anche di leadership e di comunicazione efficace.

Una casa chiamata Mondo

Ora vi parlo di Stephany, per gli amici Stheph. Una ragazza tedesca di 32 anni. Sa parlare, oltre al tedesco, anche l’inglese, il francese e lo spagnolo.

La sua storia mi ha colpito perché ho trovato tante similitudini con la mia.

Laureata in economia, lavorava in Germania per una grande azienda. Dopo pochi anni era riuscita a farsi promuovere divenendo la manager del suo reparto.

Un giorno, nonostante il suo stipendio alto e la sua posizione prestigiosa, comincia ad avere dei dubbi sul voler vivere tutta la vita in un ufficio a risolvere i problemi del suo team e a farsi carico di ogni disfunzione derivante dalla cattiva organizzazione.

Così si licenzia ed incomincia a spostarsi. Per 3 anni trova lavoro in Canada dove frequenta anche un ragazzo che pensa sarebbe stato quello giusto. Purtroppo la storia non funziona e allora decide di partire di nuovo.

Io la incontro sulle coste caraibiche del Messico mentre lavora in un negozio di attrezzatura sportiva.

Diventiamo grandi amiche e mi confessa di non andare molto d’accordo con suo padre perché lui non accetta il fatto di non avere ancora dei nipotini.

Mi racconta di tutti i suoi viaggi nel Mondo e quando le chiedo: “ma non hai paura di finire senza soldi?” Lei molto serenamente mi risponde: “perché dovrei aver paura? Quando vedo che sto incominciando a spendere di più mi fermo e lavoro per un po’. Poi riparto con i soldi che ho messo da parte”

Dopo pochi giorni è ripartita per vivere due mesi su un catamarano ad aiutare una coppia di sposi italiani. Avrebbe vissuto nel Mar dei Caraibi con loro senza spendere un soldo perché tutto pagato dalla coppia in cambio di una mano nella gestione del mezzo.

catamarano

Passione e libertà

Quando vivi all’interno dei tuoi confini senza rivolgere uno sguardo altrove è normale che tu ti senta sfiduciato.

Viviamo spesso con la sola idea di dover seguire il percorso più battuto: quello dell’Università e poi il lavoro fisso in un’azienda. Così passeremo i successivi 40 anni in attesa della pensione.

A 70 anni potremo goderci il tempo libero e i soldi dell’inps duramente messi da parte nel corso della nostra carriera.

Non siamo nemmeno consapevoli di quante strade alternative ci riservi il mondo esterno.

Addirittura gli stili di vita fuori dal comune sono visti come truffaldini o indegni, alcune volte non immaginiamo nemmeno esistano.

Ma ti assicuro che non solo sono reali e testati, ma spesso sono anche l’unica alternativa che abbiamo per vivere la vita con felicità.

Ascolta i tuoi cari ma decidi sempre con la tua testa perché qualsiasi lavoro fatto con passione è in grado di donarti la libertà che ti renderà felice.

Con le storie di questo articolo ho voluto darti solo un assaggio di come si può lavorare senza rinunciare a passione e libertà.

Se hai dei dubbi o delle preoccupazioni sono disponibile per una chiamata gratuita in cui sarò a tua completa disposizione per ascoltare quello che hai da dirmi.

Oppure, puoi lasciare un commento qua sotto e condividere con tutti i tuoi pensieri.

 Il più grande spreco nella vita è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo essere

(Ben Herbster)

Un saluto sincero

Marilena

2 commenti
  1. Cosimo
    Cosimo dice:

    Prima di lasciare un mio commento ci tengo a ringraziare molto Marilena per le sue intuizioni molto efficaci.
    Questo articolo, a mio parere aiuta a stimolare il pensiero creativo, l’immaginazione e poi la creazione, la base per l’evoluzione dell’uomo.
    La natura e l’essenza dell’uomo non è rimanere per esempio dietro a una scrivania per circa 40 anni o in una fabbrica a ripetere, meccanicamente, sempre le stesse per chiudersi in una sorte di “schemi mentali” , cioè una trappola chiamata: istituzionalizzato (abitudine). Per farmi capire meglio cosa intendo quando dico istituzionalizzato Invito a vedere il film “le ali della libertà”. Dove possiamo comprendere meglio la natura dell’uomo, cioè non puoi tenerlo rinchiuso per molto tempo. Tendenzialmente escogita la fuga specialmente quando lo si tieni legato per i “propri bisogni infiniti”. L’uomo, “nasce libero”.

    Rispondi
    • Marilena
      Marilena dice:

      Condivido la tua riflessione, Cosimo. L’uomo nasce libero e il venir meno di questa libertá durante la vita é causa di numerosi problemi.

      Rispondi

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