Donna con faldoni di contabilità

Breve lezione di bilancio

Donna con faldoni di contabilità

Non tutti hanno studiato economia e sanno cos’è un bilancio. Ma per poter raggiungere l’indipendenza finanziaria, è necessario anche parlare di questo. Infatti, molte regole base dell’economia aziendale possono essere applicate anche alle nostre finanze personali e farci trattare i soldi in maniera diversa e più efficiente. Ecco perché ho deciso di dedicare un articolo a questo tema.

Spero che la lettura ti dia dei validi spunti e che ti accenda la voglia di essere libera finanziariamente. Buona lettura!

Il Bilancio: Stato Patrimoniale e Conto Economico

Il bilancio delle aziende è formato da due prospetti: lo Stato Patrimoniale e il Conto Economico. Solitamente le aziende, per ogni anno solare, approvano il bilancio, ovvero lo chiudono stabilendo in ultimo qual è il proprio utile d’esercizio, ovvero la parte di denaro che rimane dopo aver ripagato tutte le spese.

Lo Stato Patrimoniale

Volendo adattare i prospetti alle tue finanze personali, potresti vedere lo Stato Patrimoniale come l’insieme di tutte le tue immobilizzazioni. Ovvero quegli oggetti che hanno valore per te, e che possiedi per un tempo molto lungo. Ne è un esempio la tua casa di proprietà. Questa fa parte dell’Attivo del tuo stato patrimoniale, nel Passivo ritrovi invece tutti i debiti, ovvero l’insieme delle somme che piano piano devi ridare nel tempo, ad esempio il mutuo.

Lo Stato Patrimoniale si divide in due parti: l’Attivo e il Passivo.

Andiamo a mettere nell’Attivo il valore dei nostri beni che producono valore. Ad esempio una casa tua, come ho già detto prima, e vanno nell’Attivo anche tutti i tuoi investimenti. Ovvero, se decidi di mettere dei soldi in un conto che ti ripaga con degli interessi attivi, il tuo capitale in questo conto andrà nell’Attivo, così come ci andrà il valore che deciderai di dare ad un blog che ti procura dei soldi.

A livello di finanza personale dunque, possiamo considerare nell’Attivo dello Stato Patrimoniale tutto quello che è capace di darci delle rendite passive e tutto ciò che, una volta venduto, ci potrà dare dei soldi, ma che non è facilmente o immediatamente vendibile.

Nel Passivo invece, troveremo la somma di tutti i debiti che dobbiamo ripagare. Se hai un mutuo, il suo valore complessivo lo devi mettere nel Passivo.

In questo caso, a mano a mano che paghi il mutuo di una casa, il valore del mutuo nel Passivo diminuisce e, contemporaneamente, sale il valore nell’Attivo della tua casa. Vale la stessa cosa anche per le auto, se ad esempio la compri tramite una finanziaria o a mutuo anch’essa.

La raccomandazione che ti do è quella di considerare nell’Attivo tutti i tuoi beni al valore di un’eventuale vendita. Cioè, se paghi un’auto 15.000 euro, non sarà questo il valore che avrà nell’Attivo del tuo Stato Patrimoniale. Dovrai invece valutarla all’eventuale valore al quale la venderesti, ad esempio 5.000 euro o, se ce l’hai da 20 anni, magari solo 300 euro…

Il Conto Economico

A differenza dello Stato Patrimoniale, che contiene delle voci di attivo e passivo più statiche, nel Conto Economico le voci saranno molto più propense a variare ogni mese.

Anche il Conto Economico si divide in Entrate e Uscite e la distinzione è più ovvia. Tutto ciò che entra nelle tue tasche deve andare nelle Entrate e tutto ciò che esce nelle Uscite.

Quindi, ad esempio, la casa che diamo in affitto produrrà ogni mese dei soldi che passeranno dalle Entrate. Lo stipendio che ti arriva ogni mese dovrà essere inserito nelle entrate e anche i soldi… che trovi per terra!

Le Uscite, invece, devono contenere tutto ciò che paghi. Praticamente tutte le tue spese devono essere inserite nelle Uscite del Conto Economico.

I fondi

Nel caso in cui tu abbia particolari sogni o esigenze di spendere una cifra che supera le tue entrate mensili, ma vuoi continuare a chiudere il tuo bilancio in positivo, puoi costituire dei fondi nell’Attivo del tuo Stato Patrimoniale. Come?

Ogni mese, una parte delle tue entrate va ad alimentare i fondi che decidi tu. Ad esempio, se vuoi comprare un telefono nuovo, ma non vuoi che tutto il suo costo ricada sul mese in cui lo compri, allora puoi, mese per mese, destinare 100 euro al fondo telefono.

Così facendo, potrai esaudire i tuoi desideri un po’ alla volta, senza avere sensi di colpa per la cifra che spendi.

I soliti errori

Affinché tu riesca a raggiungere l’indipendenza finanziaria, è indispensabile che tu capisca e eviti il più possibile di commettere gli errori più comuni nella gestione del tuo bilancio personale.

Ecco quali sono gli errori che si frappongono tra te e la tua indipendenza.

1. Non registrare tutte le spese

C’è una semplice e lineare regola che devi tenere a mente per diventare più ricca:

Spendi di meno di quello che guadagni

E come fai alla fine del mese a sapere che hai speso di meno? Semplicemente annotando tutte le spese. Annotare le spese ti da anche diversi altri vantaggi:

  1. Ti consente di focalizzare le risorse economiche verso quello che vuoi diventare. Se il tuo obiettivo è fare una maratona, non puoi spendere di più in cibo spazzatura e di meno in abbonamenti sportivi o abbigliamento tecnico.
  2. Ti fa riflettere prima di ogni acquisto. Se sai che tutto ciò che spendi lo devi registrare, sarai meno propensa a fare compere inutili e preferirai in maniera automatica passare il tempo in hobby e attività che non necessitano di esborsi di denaro.
  3. Esercitare regolarmente le tue skill legate alla contabilità e alla gestione del denaro. Più tempo passerai a studiare l’argomento e più ti verranno idee su come guadagnare in altri modi. Il mio metodo è in continua evoluzione proprio perché ogni giorno mi faccio domande diverse su come alimentare sempre di più i miei fondi.

2. Non alimentare le Attività

La maggior parte delle persone, una volta ottenuto il posto fisso che gli procura lo stipendio mensile (Entrate del Conto Economico) pensa immediatamente ad aprire mutui, vuoi per la macchina, per la casa o per qualunque altro bene di lusso.


Nello schema qui sopra, il flusso del denaro è rappresentato dalle frecce verdi, ed è il metodo più comune, ma sbagliato, di gestire il proprio denaro.

Tuttavia in questo circolo di denaro manca un fondamentale passaggio che è la chiave per l’indipendenza finanziaria: la creazione di Attività nello Stato Patrimoniale.

Le attività che servono per raggiungere il successo sono quelle capaci di rendita. Gli investimenti, ad esempio, devono essere costituiti, ma con il passare del tempo saranno capaci di procurarci essi stessi delle entrate aggiuntive. Si può pensare anche di affittare una casa, purché essa abbia per te (proprietario) costi inferiori alle entrate.

Ecco il percorso corretto del denaro, secondo Kiyosaki

Solitamente è sempre svantaggioso comprare a rate e a mutuo o tramite una finanziaria. Questo per via dei tassi di interesse aggiuntivi. Si può dire che è conveniente solo quando dall’altro lato i soldi che non stai spendendo immediatamente sono investiti ad un tasso più redditizio rispetto a quello che ti chiede il mutuo.

3. Non alimentare i fondi

Sapevi che nelle aziende è obbligatorio avere delle riserve di denaro per gli imprevisti?

Il fondo rischi e oneri delle aziende permette alle stesse di far fronte a spese inaspettate o di ammontare incerto. Anche per noi privati dovrebbe essere obbligatorio avere un fondo IMPREVISTI.

Questo fondo potrebbe veramente aiutarci molto in casi di particolare necessità. Potrebbe anche andare a colmare quei leggeri disequilibri tra entrate e uscite che possono capitare qualche mese.

Se ad esempio hai speso 50 euro in più di quello che hai guadagnato, questo fondo potrebbe colmare le lacune e permetterti di ricominciare senza intaccare niente.

La gestione dei tuoi soldi avviene in maniera professionale o sei una che non ci bada molto? Hai già un metodo tutto tuo per gestire il tuo bilancio? Fammelo sapere nei commenti qua sotto!

Io nel frattempo ti saluto con un caldo abbraccio e ti ringrazio infinitamente per la lettura.

Buon inizio di primavera!

Marilena

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