Razionalizzare un fallimento finanziario

Un fallimento finanziario può presentarsi in diverse forme e può essere più o meno grave. Rimane tuttavia il suo potere di spezzare le menti di chi lo vive e di dare uno scossone dal quale, a volte, si fa fatica a riprendersi.

Così come avviene nei lutti, il fallimento finanziario consiste in un distacco improvviso e turbolento… ma da che cosa? Dall’idea che si aveva del proprio successo, dalla visione di un futuro fruttifero, dai piani che si erano fatti con cura e sui quali si era investito molto.

A volte si investe molto tempo della propria vita in qualche progetto, mettendoci anche molto denaro con la convinzione di guadagnarci in futuro e, a volte, quel progetto si rivela essere solo un buco nell’acqua, anzi, un buco nero.

Può avvenire per diverse ragioni, alcune volte per errore umano, altre volte per disonestà, e altre volte ancora per il verificarsi di condizioni che non si potevano prevedere.

Durante la storia, ci sono stati tanti momenti in cui si pensava di essere di fronte ad un fallimento, alcune persone che si trovavano a vivere quei momenti, e non sapevano come sarebbe andata a finire, hanno agito nel panico segnando inesorabilmente il proprio insuccesso.

Oggi sappiamo che tutte quelle crisi non erano altro che periodi di recessione. Solo periodi. Destinati a finire e a crescere esponenzialmente ripagando chi invece è rimasto ad osservare senza tirarsi indietro.

E, sta proprio nell’osservazione senza giudizio la chiave per superare questo momento. Osservare le emozioni che il fallimento provoca in te, non frenarle, perché senza di esse la rinascita non sarà mai possibile.

Razionalizzare un fallimento finanziario significa capire cosa ti passa per la mente una volta subìta la sconfitta, riconoscere le emozioni che si provano. Conoscendo tali emozioni sarà più facile dargli spazio di sfogarsi e di disciogliersi naturalmente, preparandoti al nuovo che ti aspetta.

1.Negazione

La prima fase comincia quando inizi a capire che qualcosa non va. Tu stai ancora lavorando al tuo progetto ma inizi a percepire dei segnali negativi. In questa fase si tende a giustificare e ad attaccarsi ad una speranza.

Si è ottimisti più del dovuto e si continuano a fare le stesse cose, fiduciosi che alla fine si verrà ripagati.

Poi, un giorno, la cattiva notizia arriva ufficialmente. Niente ritorni. Il progetto è fallito e ti viene anche detto più volte ma tu continui a crederci.

Dici: “è impossibile che sia così, è impossibile che sia successo a me, non può essere vero”.

Per questo si chiama fase di negazione, perché si tende a chiudere gli occhi, a rifugiarsi con la testa sotto la sabbia.

2. Rabbia

Poi arriva la fase in cui si prova la rabbia. Rabbia per chi ha provocato tutto questo.  Si prova rabbia nei confronti di tutti attribuendo la responsabilità all’esterno. Si prova rabbia nei confronti di se stessi per non aver agito in un altro modo, per esserti fidato.

La fase della rabbia è molto intensa.

Spesso non ci si riconosce. Vuoi solo il loro fallimento.

Si è attraversati da una grande quantità di pensieri vendicativi. Pensi “gliela farò pagare, non la passeranno liscia”.

Eppure è fondamentale attraversarla e affrontarla, altrimenti non si potrà mai passare alla fase successiva.

3. Patteggiamento

In questa fase si diventa un po’ più “buoni”. Si avverte di nuovo un briciolo di speranza che le cose possano cambiare a proprio favore e nel frattempo si fanno promesse a se stessi: “non mi comporterò mai più così, la prossima volta sarò più attento,…”

Questa è la fase in cui si cerca di scendere a compromessi, si cerca di guadagnarci comunque qualcosa anche se non è tutto.

Quindi si cerca di dialogare gentilmente con i “carnefici” sperando che in questo modo si possa sbloccare qualcosa. Oppure si cerca di rimediare, di dare il proprio aiuto per risolvere la situazione.

Allo stesso tempo si inizia ad ipotizzare l’irreversibilità di ciò che è appena accaduto. Quindi si cerca già un’alternativa. Magari si cerca di lavorare a nuovi progetti ma senza avere una direzione precisa.

4. Depressione

Capisci che, sia il progetto fallito, che le alternative che ti stavi creando sono andati. Non c’è più speranza.

Arriva la consapevolezza di aver fallito, di essere al verde. Di non poter più realizzare i tuoi sogni sui quali avevi investito tanto.

In questa fase ritornano alla mente anche ricordi spiacevoli del passato e si pensa di aver sbagliato tutto non solo in questo progetto, ma nella vita in generale.

Spesso in questa fase si presentano anche delle somatizzazioni ovvero degli acciacchi fisici. Ogni corpo può reagire a suo modo attraverso mal di stomaco, insonnia, eruzioni cutanee, …

Mai come in questo caso pensi che la tua vita è un inferno.

5. Accettazione

La fase dell’accettazione fa sempre parte delle fasi del fallimento finanziario, quindi non significa che il peggio è passato. In questa fase si può talvolta tornare in dietro con la mente e provare rabbia, oppure la falsa speranza che non tutto sia perduto.

Ma se ti attacchi a questa idea non cambierai mai.

Ed è così che si affronta questa fase, pensando “è andata così e non si può cambiare il passato, bisogna lasciarsi l’accaduto alle spalle”.

Si inizia a riprogrammare le mosse future, si pensa a nuovi progetti e a nuovi modi per ritornare in pista.

Come si fa a capire di essere usciti da un fallimento finanziario?

A differenza di quando ci sei dentro (alle fasi del fallimento) quando ne sei uscito sai che non capiterà più che si possa risolvere qualcosa.

Ci hai messo una pietra sopra.

E, mi dirai, se un giorno quei soldi in qualche modo arrivano?

Sì, c’è l’eventualità che qualcosa possa arrivare ma non troverà più te come sei adesso.

Quando esci da un fallimento hai la consapevolezza di essere una persona diversa, ma per cambiare veramente le cose, è necessario agire. Non basta essere consapevole. Bisogna agire.

E dopo aver superato il fallimento hai proprio questo. Una voglia irrefrenabile di metterti a fare per diventare una persona diversa.

Allora vai avanti nella realizzazione dei tuoi nuovi progetti (anche qui, li chiamo nuovi, ma in realtà scopri che sono sempre stati dentro di te)

“In noi c’è già tutto ciò che ci deve essere, dobbiamo solo divenirne consapevoli”

(Niccolò Branca)

Il dolore serve a farci capire che ci stiamo allontanando dal nostro spirito.

Allora, rimanere attaccati ad un illusione diventa un blocco all’azione. Dopo aver provato i dolori del fallimento finanziario e senza averli bloccati ma assecondati perché facessero il loro corso, allora si può avere finalmente la consapevolezza della luce che brilla al nostro interno e alimentarla affinché si realizzi.

Se ti trovi in questa situazione e non riesci a vedere la luce, ti consiglio un libro che mi ha fatto capire veramente l’importanza di programmare i propri progetti per ripartire nel vivere la propria vita:

Progetto Perfetto: Gestisci, Semplifica e Finalizza i Tuoi Progetti col Metodo A.C.H.I.E.V.E.

Ti auguro di trovare la tua strada il prima possibile.

Marilena

 

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